Coppélia

Coppélia

 

Il personaggio di Coppélia, la bambola desiderosa di vita animata, è la trascrizione o personalizzazione di una figura tratta da un racconto di ETA Hoffmann, “der Sandmann” (l’uomo della sabbia).  Nel suo racconto, Hoffmann sconvolge un antico concetto di rassicurazione popolare, ovvero la visita serale dell’uomo della sabbia, che sparge i suoi granelli negli occhi di bambini per farli dormire più profondamente, insomma, un tenero e dolce aiuto per trovare i sogni più adatti all’anima dei bimbi.

Per Hoffmann, l’uomo della sabbia è invece un essere mefistofelico, che assume più personaggi nel corso del suo racconto, tra i quali il mago Coppélio. Quest’ultimo costruisce una bambola, creata per trarre in inganno gli uomini, i quali perdendosi nell’amore cieco per la stessa bambola perdono la loro anima a favore del diavolo.

Se Hoffmann trascina un antico concetto benefico verso l’oscuro e il terrore, il Circo Vola Voilà solleva questa storia verso un moderno e positivo concetto di amore, la più naturale e vitale aspirazione dell’essere umano. Perché la bambola, pur essendo infine amata come da sempre sperato e sognato, rinuncia a questo amore per salvare l’anima dell’uomo perdutosi nel proprio sentimento.

E Coppélia, bambola-donna generosa, si autocondanna al suo essere inanimata, mostrando una, seppur rara, capacità solo umana, di porsi al di là dei propri interessi per salvare una persona altra da sé stessi.

Coppélia è uno spettacolo completamente diverso da ciò che il Circo Vola Voilà ci aveva fatto vedere sin d’ora. Vola Voilà è diventato teatro.

Giulia Ogrizek e Stefano Rana hanno ideato una pièce teatrale magnifica, densa di ogni arte a disposizione. I protagonisti sono stati acrobati, mimi, attori e cantanti. Senza sbavatura, senza incertezze, senza ombra di paura di mettersi in discussione.

In un relativamente breve ma intenso lasso di tempo, noi spettatori, dimentichi di deglutire e sbattere anche solo le palpebre, abbiamo assistito a una manifestazione di armonia suprema, di bravura istintiva portata a una tempistica perfetta tempestata di momenti di delicato e immenso amore per la vita tutta.

Grazie per questa esperienza unica e personalmente mi auguro che vi siano altri spettacoli così. Il circo può arricchire il teatro e ancorché possa sembrare che nello spettacolo e le sue varie forme tutto sia già stato detto e fatto, c’è ancora la reale possibilità di andare oltre gli schemi e di inventarsi un CircoTeatro degno di un palco visitato e applaudito.

 

Ecco una galleria in bianco e nero

Ecco una galleria a colori

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