Aneddoto Circense di Arrivi e Partenze

Aneddoti Circense di Arrivi e Partenze

Gli Anni Venti sono testimoni di emigrazione, partenze dolorose e arrivi stremati. Ma anche di miracolose conquiste di scoperte, di arte. Di emancipazione.

Questo racconto circense ci regala alcuni di questi momenti, intrecciando le singole scene in un unico racconto maestro, la valigia e il baule come simboli maestri.

Il Mago Lorenzo ci racconta dell’illusione alla quale noi vogliamo credere, alla quale abbiamo bisogno di voler credere. Al miracolo della sparizione e dell’apparizione immediatamente successiva di piccole certezze che abbiamo negli occhi e nel cuore. Così una carta da gioco diventa pallina e da pallina di nuovo carta, perché noi la vogliamo carta e noi la vogliamo poi pallina. E tanto pendono i nostri occhi dalle sue mani che una piccola luce trasportata in velocità tra le punte delle sue dita ci abbraccia in un cerchio perfetto di luce continua.

Beffarda, ammagliante e furba si fa riconoscere Francesca la ladra, che con sorriso capriccioso ci riporta alla realtà: perché tra partenze e arrivi ci sono sempre bagagli incustoditi, tra la fretta di arrivare e l’ansia di partire, lasciamo fragili tracce di noi, forse nella speranza che, una volta raccolti, possano ancora parlare di noi laddove ormai di noi non vi è che il solo ricordo di chi abbiamo lasciato. Lei ne farà tesoro come meglio le si addice, incantandoci pertanto con la sua arte acrobata nel silenzio del suo sorriso.

Non poteva mancare la figura della ballerina, volata sul palco direttamente dal carillon. La bambola-ballerina bisognosa di una ricarica per poter ballare. Denise, vestita di bianco e purezza, attraversa tutti i tempi e tutti i per sempre. Nei nostri cuori echeggia con lei il sogno di vedere animarsi la bambola amata con la sola forza del nostro amore. Tra tutti arrivi e tutte le partenze, ovunque e sempre, i bambini nascono onnipotenti di vita e speranza. Poiché tutto sarà nuovo e tutto da scrivere, perché non poter credere che dal carillon possa scendere una Denise per incantarci con i suoi passi leggeri e trasognati.

E tra mille arrivi e altrettante partenze la lotta impara all’interno della famiglia. L’amore fraterno, indotto in culla, si ribella nel momento dell’emancipazione. E allora una sorella bisogna lasciarla, talvolta con dolore, per poi ritrovarla più presente di mai accanto a se. Elisa e Federica ci raccontano il distacco, che si tramuta subito dopo in un sostegno vitale. Volteggiando in alto, sotto la cupola del tendone, ci mostrano cosa vuol dire intrecciare le energie per spingersi e riprendersi, per accogliere e lanciare, la forza della vita che ti porta lontano.

Intermezzi ripetuti, come dei caffè con un amico, ci propone Niccolò, il gioccheliere. Che siano mele o mandarini, bicchieri o birilli, con il suo sorriso distratto, o così sembra, ci insegna a guardare ciò che importa. Che sia una mela da riprendere, che siano quattro birilli da osservarne il volo, quando occorre che le cose vadano per il verso giusto, ogni mossa acquista importanza e ognuno dei voli che abbiamo incominciato, deve seguire il suo percorso per poter atterrare con sicurezza.

Infine arriva il Padrone delle bolle. Le bolle di sapone che racchiudono in se i colori della nascita di questo nostro mondo. Nel grembo della bolla gigantesca si riflette il prisma dei colori tutti, che formano nel loro insieme quel che percepiamo tutti i giorni. Il profondo blu dell’acqua che scorre, il verde dei boschi, il giallo caldo del sole, e tutte le sfumature intermedi che fantasia possa immaginare. Ivan ci porta per mano per fermarci un attimo. Perché tra arrivo e partenza occorre respirare e guardare e osservare come tutto ebbe inizio.

Poco prima dell’arrivo, o forse della partenza, rivediamo Elisa in un’esplosione di gioia, in un’inno all’addesso e ora. Sostenuta da un telo a due ali, si lascia cadere dall’alto e scende in vorticose giravolte. Sembra incomprensibile come si sosterrà, ma il suo sorriso finale dimostra che lei è salva in se.

Grazie per questo racconto, per questa favola, per questa serata. Siete grandi.

Ecco la galleria

 

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